Tasso fisso o variabile: come scegliere? spiegazione e differenze

tasso fisso o variabile

Quando si deve richiedere un mutuo il dubbio principale è rappresentato dalla scelta tra il tasso fisso ed il tasso variabile. Le due formule, a cui nel tempo si sono affiancate delle soluzioni ibride, hanno entrambe i loro pro ed i loro contro. Come si fa a scegliere? Approfondiamo un po’ il discorso e vediamo quali sono i punti d forza e i punti deboli delle due tipologie di tasso e spieghiamo le differenze.

Pro, contro e differenze tra tasso fisso e variabile

Come si può intuire facilmente dal loro nome, i finanziamenti con tasso fisso prevedono l’applicazione di un tasso che rimane bloccato per l’itera durata del piano di rimborso, mentre quelli con tasso variabile prevedono un tasso che può cambiare nel corso del tempo. Ma queste poche parole di certo non bastano per capire quale può essere la soluzione più conveniente.

Tasso fisso

I finanziamenti a tasso fisso prevedono una rata di rimborso che rimane costante nel tempo. Il tasso di interesse viene stabilito al momento della sottoscrizione del contratto e rimane bloccato per l’intera durata del finanziamento. I vantaggi sono quindi individuabili nella certezza dell’importo della rata, che permette di pianificare in modo sicuro le proprie spese fino all’estinzione del debito. Il contro è rappresentato dal costo del finanziamento: questa sicurezza infatti si paga, perché di solito i tassi di interesse sono più elevati.

Tasso variabile

I finanziamenti a tasso variabile invece prevede la possibilità che le rate possano cambiare nel corso del tempo. Il tasso applicato infatti è collegato ad un parametro di riferimento (a cui la banca aggiunge uno spread) che può subire delle oscillazioni in base all’andamento del mercato dei tassi. I vantaggi consistono nella possibilità di sfruttare l’andamento favorevole dei tassi di interesse e in un costo (almeno inizialmente) più basso; c’è però anche un lato negativo, ovvero il rischio che l’importo delle rate possa aumentare nel caso in cui i parametri di riferimento si muova verso l’alto.

Come scegliere: i fattori da considerare

La scelta tra tasso fisso e variabile può essere legata a diversi fattori, Innanzi tutto bisogna considerare la durata del finanziamento: per piani di rimborso non particolarmente lunghi (ad esempio fino ai 15 anni) in questo momento potrebbe essere conveniente il tasso variabile, perché con un piano di ammortamento alla francese (il più diffuso), anche in caso di un futuro aumento del parametro di riferimento, gran parte della quota interessi sarà già stata versata. Nei finanziamenti al lunga durata invece il tasso fisso viene preferito perché permette di definire in maniera sicura e senza sorprese l’importo degli interessi per l’intera durata del finanziamento.

Nella scelta bisogna tenere conto anche di quelle che sono le proprie risorse economiche. Chi ha delle entrate più o meno costanti ma non particolarmente elevate (autonomo o stipendio fisso) potrebbe preferire la certezza a lungo termine del tasso fisso, mentre chi ha un reddito alto può preferire il tasso variabile, visto che potrebbe affrontare senza particolari difficoltà anche un eventuale aumento delle rate. Chi infine pensa di poter effettuare un rimborso anticipato probabilmente opterà per il tasso variabile, visto che non sfrutterà il vantaggio rappresentato dalla certezza a lungo termine del tasso fisso.

Naturalmente non bisogna perdere di vista quello che è lo scenario attuale e quale potrebbe essere quello futuro. Per monitorare i più importanti tassi di riferimento è possibile cercare sul web l’Osservatorio dei tassi. I parametri di riferimento più utilizzati sono l’Eurirs per quanto riguarda i mutui a tasso fisso e l’Euribor per quanto riguarda i mutui a tasso variabile.



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