Statuto Associazione Culturale: come bisogna redigerlo? Quanto costa?

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Quando si decide di dare vita ad un’associazione culturale è necessario redigere due documenti: uno è l’atto costitutivo, mentre l’altro è lo statuto. Il primo di fatto rappresenta l’accordo tra gli associati che decidono di creare l’associazione, indicando in questo documento la sua denominazione, il suo scopo, il suo patrimonio, la sua sede ed i dati di associati e amministratori. Lo statuto dell’associazione culturale, invece, contiene le regole relative all’attività associativa ed al funzionamento dei vari organi dell’associazione.

Cos’è lo statuto dell’associazione culturale e cosa deve contenere

Viene definita associazione culturale quell’organizzazione formata da più soggetti (minimo tre) che decidono di riunirsi per perseguire uno scopo collegato alla cultura. L’attività dell’associazione non deve avere scopo di lucro (eventuali attività di natura commerciale possono essere svolte solo in via secondaria e comunque devono essere mirate al raggiungimento dello scopo culturale prefissato) e la legge prevede il divieto di distribuzione degli utili, qualora ce ne fossero. La redazione dell’atto costitutivo e dello statuto rappresenta il primo momento chiave della vita dell’associazione: in linea teorica non è obbligatoria la forma scritta, ma per evitare qualsiasi tipo di problema è sempre meglio mettere tutto nero su bianco.

Quando si deve redigere lo statuto di un’associazione culturale è necessario inserire al suo interno una serie di elementi fondamentali. Ovviamente non deve mancare l’indicazione del nome dell’associazione, dell’indirizzo della sua sede e della finalità, con un’indicazione abbastanza precisa delle attività svolte per raggiungerla. Devono essere specificate anche le modalità con cui vengono raccolti i fondi e viene finanziata l’associazione. Nello statuto bisogna indicare come verrà utilizzato il fondo comune e tutte le regole relative al funzionamento dell’associazione: criteri per l’ammissione e l’espulsione degli associati, regole per l’elezione delle cariche sociali, compiti e disciplina dei vari organi, regole per la presentazione del bilancio, per lo scioglimento e la distribuzione degli eventuali fondi residui.

I costi per la costituzione dell’associazione

Per quanto riguarda i costi relativi alla costituzione ed alla redazione di uno statuto di un’associazione culturale, molto dipende dalla tipologia di associazione:

  • nelle associazioni non riconosciute, l’atto costitutivo e lo statuto possono avere anche la forma verbale (ma di solito si opta per la forma scritta), lo statuto deve essere registrato all’Agenzia delle Entrate per ottenere il codice fiscale;
  • nelle associazioni riconosciute (dotate di personalità giuridica) invece, la costituzione avviene davanti ad un notaio; la registrazione dello statuto all’Agenzia delle entrate va effettuate con il modello 69.

Di fatto la costituzione di un’associazione culturale non riconosciuta non comporta delle spese (ci si può rivolgere comunque a dei professionisti per la redazione dell’atto costitutivo e dello statuto), mentre la costituzione di un’associazione riconosciuta comporta il pagamento dell’onorario del notaio (solitamente servono circa mille euro) ed il versamento di almeno 15.000 euro per la formazione del patrimonio dell’associazione. La registrazione e la richiesta del codice fiscale sono necessarie per poter fare alcune operazioni (ad esempio stipulare contratti o aprire un conto corrente) e comportano una spesa complessiva di circa 250 euro tra imposte e marche a bollo. Nel caso in cui si decida di aprire anche una partita IVA (necessaria solo se l’associazione sceglie di svolgere un’attività commerciale in modo continuativo), bisogna mettere in conto anche il costo del professionista a cui ci si affida per aprire la posizione e seguire la contabilità.



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