Aprire un negozio: requisiti, documentazione e normative legali

aprire un negozio

Nonostante il periodo non semplice e i continui cambiamenti nel mondo del commercio, quello di aprire un negozio è ancora uno dei sogni più gettonati. Si tratta certamente di una scelta coraggiosa, ma se viene affrontata nel modo giusto può regalare belle soddisfazioni, Vediamo cosa prevedono le normative, qual è la procedura da seguire per aprire un negozio, quali sono i requisiti necessari, quale documentazione occorre e tante altre informazioni utili.

Che documentazione occorre? Licenza e SCIA

Nel corso degli anni la trafila da seguire per aprire un negozio ha subito delle semplificazioni. La licenza deve essere chiesta al comune solo se il locale ha una superficie superiore ai 250 metri quadrati (la soglia scende a 150 metri quadrati per i locali nei comuni con meno di 10.000 abitanti). Per negozi più piccoli non è più necessaria la licenza: è sufficiente inviare al comune la SCIA; ovvero la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Il processo di liberalizzazione e di semplificazione ha portato anche all’abolizione dell’obbligo di iscrizione al Registro Esercenti Commercio (REC) e delle distanze minime. In base alla loro grandezza, i negozi vengono suddivisi in:

  • esercizi di vicinato (con superficie massima di 250 metri quadrati);
  • medie strutture di vendita (con superficie tra i 251 e i 2.500 metri quadrati);
  • grandi strutture di vendita (con superfici superiori ai 2.500 metri quadrati).

La procedura da seguire: requisiti e adempimenti

Il primo punto di riferimento per chi vuole aprire un negozio è lo SUAP, ovvero lo Sportello Unico Attività Produttive del proprio comune. Lo sportello, oltre ad offrire tutte le informazioni e la modulistica necessaria, gestisce tutte le procedure amministrative e burocratiche. Come abbiamo detto prima per avviare l’attività è necessario presentare la SCIA ed eventualmente la licenza (per la quale vale la regola del silenzio-assenso: in mancanza di risposta entro 90 giorni si ritiene che l’autorizzazione sia stata concessa). In più ci sono degli adempimenti da rispettare in base al tipo di attività che si vuole aprire:

  • se si intende aprire un negozio di alimentari bisogna frequentare il corso Somministrazione Alimenti e Bevande (SAB) oppure aver lavorato in un negozio per almeno due degli ultimi cinque anni;
  • se si intende aprire un ristorante, un bar o un albergo è obbligatorio iscriversi al REC presso la Camera di Commercio.

Oltre ai requisiti professionali appena visti, per aprire un negozio è necessario possedere una serie di requisiti personali. Per esercitare l’attività commerciale infatti è necessario non essere stati dichiarati falliti (a meno che non sia stata ottenuta la riabilitazione) e non aver riportato condanne penali o essere sottoposti a misure di prevenzione. Per intraprendere l’attività bisognerà poi adempiere ad una serie di obblighi, ovvero:

  • apertura della partita IVA;
  • iscrizione alla CCIIAA;
  • iscrizione all’INAIL;
  • iscrizione all’INPS.

Quanto costa aprire un negozio?

L’iter da seguire per aprire un negozio non è poi così difficile da affrontare. Ma bisogna anche considerare quelli che possono essere i costi che comporta l’avvio di un’attività di questo tipo. Innanzi tutto c’è da affrontare il discorso relativo al locale: non tutti hanno a disposizione uno spazio dove allestire il proprio negozio, quindi è necessario affittare un posto adeguato; al canone di affitto bisogna poi aggiungere i costi per l’eventuale ristrutturazione e per l’allestimento. Vanno poi messe in conto tutte le spese legate alle utenze (allaccio e bollette) e ai servizi necessari come il POS. Ovviamente si deve acquistare la merce e bisogna considerare anche i costi relativi al commercialista. In tutto, ma si parla solo di un’indicazione di massima, si parla di un esborso di circa 10.000/20.000 euro.



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