Detrazioni figli a carico maggiorenni: come funziona? chi può usufruirne?

Se hai dei familiari a carico, in particolare i figli, ma anche un coniuge o altri membri della famiglia che vivono sotto lo stesso tetto, hai diritto a una detrazione fiscale, ovvero puoi andare a risparmiare sulle tasse dovute allo stato.

È una normativa che aiuta le famiglia, ma che si presenta con regole ben precise: non si tratta, infatti, di un rimborso unico dovuto a tutti, ma si calcola in base a una formula che calcola quanti familiari risultano a tuo carico fiscale, il tuo reddito, il loro eventuale reddito ed eventuali altre condizioni come, ad esempio, il riconoscimento di un handicap.

Inoltre, quando si parla di detrazioni fiscale legate ai figli a carico, fa molta differenza se si parla di minorenni o maggiorenni: andiamo a scoprire come funziona la detrazione fiscale per i figli a carico.

Che cos’è e come si calcola la detrazione dei figli a carico

La detrazione dei figli a carico permette, all’individuo che presenta la dichiarazione dei redditi, di poter detrarre tutte le spese che sono state effettuate nel corso dell’anno precedente per i figli, sia minorenni sia maggiorenni. Per quanto riguarda i figli maggiorenni, da un punto di vista puramente fiscale sono considerati figli a carico tutti i tipi di figli, naturali, adottivi, affidati, ecc., a patto che rispettino un particolare limite reddituale, limite che è stato reso più consistente con la legge di bilancio del 2018.

Secondo le nuove disposizioni, per i figli maggiorenni che hanno un’età compresa entro i 24 anni, la soglia di reddito per i familiari a carico sale a 4.000 euro, mentre se si hanno a carico figli maggiorenni ma con un’età superiore ai 24 anni, la soglia massima di reddito rimane pari a 2.840,51 euro.

I figli minorenni danno sempre diritto alla detrazione, ma la cifra di quanto si può detrarre varia in base all’età: in generale, per tutti i figli con più di tre anni, si può avere un importo base di detrazione pari a 950 euro (con i limiti di reddito esposti sopra in caso di figli maggiorenni), per ogni figlio con meno di tre anni l’importo è di 1.220 euro, e le cifre aumentano in caso di figli con disabilità. Nel caso particolare in cui si abbia una famiglia numerosa, composta da più di tre figli a carico, le stesse detrazioni esposte sopra sono aumentate di 200 euro per ogni figlio.

Esistono però anche altre variabili che vengono considerate per concedere la detrazione dei figli a carico, tra cui la situazione soggettiva del nucleo familiare e il reddito annuo dichiarato dal nucleo familiare: ecco perché il calcolo definitivo viene effettuato solo in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi.

A chi spetta la detrazione dei figli a carico e come si richiede

Normalmente, la detrazione dei figli a carico spetta a tutti e due i genitori, con una percentuale di 50% a testa, ma in caso uno dei due genitori abbia un reddito maggiore dell’altro, è possibile sottoscrivere un eventuale accordo che preveda la detrazione al 100% in suo favore. Come accennato nel paragrafo precedente, la detrazione viene calcolata automaticamente in sede di dichiarazione dei redditi, e per farlo il contribuente deve inserire i codici fiscali dei figli a carico specificandone l’età, da quanti mesi sono a carico e altre richieste specifiche.

È possibile anche, per il lavoratore, usufruire della detrazione per figli a carico sulla busta paga: per poter ottenere questa opzione, dovrà presentare una domanda al suo datore di lavoro dichiarando tutte le informazioni necessarie richieste. Se, infine, si vuole richiedere la detrazione nel cedolino di pensione, si dovrà inoltrate una domanda apposita all’INPS o attraverso i servizi di un patronato.



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