Comprare casa all’estero: come fare, tasse, vantaggi e svantaggi

Avete sempre desiderato quella casetta romantica sulla Costa Azzura, o un appartamentino in legno in mezzo alle montagne dell’Austria, o un loft super moderno nel cuore di Londra: acquistare una casa all’estero può essere un investimento davvero eccezionale, e può aiutarvi a risparmiare quando si tratta di andare in vacanza, o può essere un buon investimento in caso la vogliate affitare.

Se state pianificando un acquisto simile, però, prima di compiere il grande passo è bene informarsi a fondo su regole, tasse, vantaggi e svantaggi dell’acquisto di una casa all’estero, perché ovviamente le procedure non sono le stesse vigenti in Italia, e spesso il nostro Stato chiede delle tasse in più se si possiede una seconda casa al di fuori del nostro Paese.

Come comprare una casa all’estero e quali sono i vantaggi

L’acquisto di una casa all’estero può comportare una serie di vantaggi: prima di tutto, se si sceglie con accortezza il paese più adatto, può risultare essere un ottimo investimento, poi può essere una comoda case vacanze, o può essere una proprietà da affittare in propria assenza, o ancora può essere un rifugio confortevole dove godersi la pensione e passare parte dell’anno.

Qualunque sia la motivazione, ecco alcuni consigli utili per chi sceglie di acquistare una casa all’estero: per prima cosa, una volta scelto il luogo che si preferisce, bisogna informarsi a fondo sulle regole locali relative alle norme in materia immobiliare. La fonte più attendibile per avere questo tipo di informazioni è il Ministero per gli Affari Esteri, che è in grado di fornire sia tutte le norme vigenti, sia tutto l’iter necessario per poter acquistare in quel determinato Stato.

Il secondo passaggio, solitamente, è passare alla stipula di un contratto preventivo: è un accordo che va a legalizzare la compravendita, ma attenzione perché in molti stati questo documento è vincolate, e una volta firmata obbliga a procedere con l’acquisto anche se doveste aver cambiato idea. Il secondo documento da stipulare, in seguito, è l’atto dell’accordo di vendita: di solito deve essere redatto da un notaio, ma non i tutti i Paesi è obbligatorio.

Quello che, invece, va valutato con attenzione è il modo in cui si effettua il pagamento per l’acquisto della casa: di solito le opzioni sono due, eseguire un bonifico internazionale o aprire un conto locale, dove trasferire il denaro dall’Italia. Quest’ultima è un’operazione considerata legale, ma che per essere effettuata necessita dell’autorizzazione della propria banca e, se i soldi sul conto all’estero frutteranno degli interessi, andranno dichiarati al fisco italiano.

Poiché l’acquisto di una casa all’estero può essere un processo complesso e delicato, il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un’agenzia immobiliare locale, o che comunque operi abitualmente nel Paese prescelto.

Rischi e svantaggi di comprare casa all’estero

Il più grande svantaggio del comprare una casa all’estero – oltre al rischio di poter incappare in truffe, se non ci si affida alle persone giuste – è quello delle tasse. Chi si trova ad acquistare un immobile in un altro paese, infatti, dovrà per forza affrontare la tassazione locale relativa al patrimonio, stabilita dalla legislazione vigente nella località in questione. Ecco perché è bene informarsi a fondo, prima di un eventuale acquisto, sulle norme e le imposizioni locali, così da poter scegliere eventualmente un Paese che sia conveniente anche dal punto di vista fiscale.

Inoltre, anche l’Italia impone che siano pagate delle tasse su una seconda casa posseduta all’estero: sono l’IVIE, una sorta di Imu ma per gli immobili all’estero, e l’Irpef, ed entrambe sono calcolate in base al tipo di costruzione al suo valore medio di mercato. In caso la casa venga data in affitto, il fisco italiano permette al proprietario di avere alcune deduzioni, per esempio la possibilità di detrarre dai canoni riscossi le tasse pagate all’estero o eventuali spese di ristrutturazione.



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