Crollo mercati 2020: ecco cosa è successo durante il primo anno di pandemia da COVID-19

crisi

Il 2020 è un anno che molti non ricorderanno con piacere: la pandemia da COVID-19, purtroppo, è stata la protagonista assoluta degli ultimi mesi, creando disastri sul piano sanitario ed enormi disagi sul piano sociale. Ma c’è anche il risvolto economico e finanziario: cerchiamo di capire quali sono le cause e cosa è successo durante il crollo dei mercati 2020.

Cronaca di una crisi: il crollo dei mercati 2020

Facciamo un piccolo passo indietro e torniamo all’inizio dell’anno passato. Il 12 febbraio del 2020 i principali indici azionari raggiungono i loro massimi, ma pochi giorni dopo, tra il 24 ed il 28 dello stesso mese, i mercati azionari registrano il loro tonfo settimanale più rumoroso dai tempi della crisi del 2008. Ne segue una fase di correzione contraddistinta da una volatilità eccessiva ed oscillazioni importanti; il 9 marzo il crollo dei mercati 2020 arriva al suo punto più importante: i mercati subiscono una forte contrazione a seguito dell’esplosione della pandemia da COVID-19, che è andata ad aggiungersi alle tensioni tra la Russia ed i paesi dell’OPEC in merito al prezzo petrolio.

Gli effetti sull’economia mondiale

Quel giorno verrà ricordato come il lunedì nero dei mercati, a cui però sono seguite altre giornate con le stesse tonalità scure. Si parla di crollo dei mercati 2020 perché nel solo mese di marzo i titoli azionati hanno subito un ribasso compreso tra il 25% ed il 30% in quasi tutti i paesi che fanno parte del G20. L’Italia, purtroppo, è stato indicato come una delle nazioni più colpite dalla nuova crisi: le previsioni pre-COVID facevano riferimento ad un rialzo del PIL di mezzo punto percentuale, ma molto rapidamente i pronostici sono cambiati, spostandosi verso un risultato negativo a doppia cifra. Pessimi anche i dati sulla disoccupazione, che sono schizzati alle stelle.

Ma nel resto del mondo le cose non sono andate poi tanto meglio: per l’Europa a metà anno le stime parlavano di un calo del PIL tra il 7 e l’8%; per gli Stati Uniti era prevista una contrazione intorno al 6%, accompagnata da uno scenario socioeconomico a dir poco complicato. La crisi ha portato un forte aumento delle persone in difficoltà, tornando a marcare le disuguaglianze. Molte imprese hanno dovuto subire uno stop forzato e tante persone hanno perso il loro lavoro. Una situazione del genere non si era mai vista: il crollo dei mercati 2020 è stato parte di quella che viene definita come la crisi finanziaria più veloce della storia.

Le cause della crisi: non solo COVID-19

Ma chi pensa che il crollo dei mercati 2020 sia dovuto esclusivamente al Coronavirus si sbaglia. Già durante l’anno precedente alcuni esperti avevano lanciato i loro avvertimenti: certo, nessuno poteva immaginarsi uno scenario così devastante ed una tale rapidità degli eventi, ma qualche campanello d’allarme c’era già stato. Innanzi tutto era prevista una sorta di pausa fisiologica per i mercati, dopo un 2019 scoppiettante, ma poi c’erano altri fattori che destavano preoccupazione. Molti i aspettavano un adeguamento delle quotazioni azionarie, che stavano crescendo un po’ troppo rapidamente rispetto ad un’economia in fase di frenata.

Ha avuto il suo peso anche la crescita debito, che di fatto ha “annacquato” il valore dei titoli. Alle continue tensioni tra gli USA e la Cina, si sono poi aggiunte quelle gi citate tra la Russia e i paesi dell’OPEC. Il crollo dei mercati 2020 non può esser definito come un disastro annunciato, perché la pandemia ha cambiato completamente ed in modo imprevedibile le carte in tavola, rendendo la situazione più complicata ed incerta, però qualche scricchiolio importante c’era già stato.



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