Dalla ricerca Most Attractive Companies Italia 2026 emerge il ruolo crescente di banche, assicurazioni e consulenza nella corsa ai talenti della AI Generation: trasparenza, innovazione e sostenibilità guidano le nuove scelte professionali
La competizione per attrarre i talenti della cosiddetta “AI Generation” — la nuova generazione cresciuta con l’intelligenza artificiale come strumento quotidiano di studio e lavoro — sta ridefinendo le strategie di employer branding delle aziende italiane. A fotografare questo scenario sono le Most Attractive Companies Italia 2026, la ricerca realizzata da Joinrs che individua le aziende medio-grandi più desiderate dai giovani professionisti sulla base di un’analisi indipendente e data-driven.
La selezione ha coinvolto circa 2.600 aziende attive in Italia, con 290 realtà incluse nella lista finale, senza fee di partecipazione, a garanzia — sottolinea Joinrs — della massima oggettività del ranking. La classifica nasce dall’analisi combinata dei comportamenti aziendali, degli annunci di lavoro, delle career page e delle preferenze espresse da oltre un milione di giovani talenti della community.
Come spiega Gabriele Giugliano, co-founder e CEO della piattaforma: «Dopo la Digital Generation emerge l’AI Generation, una nuova onda di talenti che cresce con l’intelligenza artificiale integrata nel proprio modo di pensare, ricercare un impiego e selezionare dove lavorare. (…) Osserviamo esigenze nuove: trasparenza, sviluppo continuo e cultura autentica. Questa lista fotografa ciò che cercano davvero e indica alle aziende dove si gioca oggi la vera attrattività».
Tra i comparti più rappresentati spicca quello finanziario, bancario e assicurativo, tradizionalmente forte in Italia ma oggi sempre più orientato all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità. Nella lista figurano istituzioni come Intesa Sanpaolo, UniCredit, Mediobanca, BNP Paribas, Fineco Bank, Credem e Banca Ifis, accanto a grandi gruppi assicurativi quali Generali Italia, Gruppo AXA Italia, Gruppo Unipol, Reale Group e Zurich. Realtà che negli ultimi anni hanno accelerato digitalizzazione, open banking, fintech integration e politiche ESG, fattori sempre più rilevanti nella percezione dei giovani candidati.
Accanto alla finanza resta centrale il segmento della consulenza e dei servizi professionali, con player globali come Deloitte, PwC, EY, Accenture, BCG, McKinsey & Company e KPMG, che continuano a rappresentare un punto di riferimento per laureati e profili ad alta qualificazione grazie a percorsi di carriera strutturati e forte esposizione internazionale.
Importante anche il peso del comparto tecnologico e digitale. Big tech globali come Google, Amazon, Apple, Samsung e TikTok convivono con società di consulenza ICT e innovazione attive in Italia — tra cui Engineering Group, Reply, NTT DATA e Capgemini — confermando come l’economia della conoscenza resti uno dei principali driver di attrattività occupazionale.
L’analisi condotta dalla Joinrs AI ha valutato diversi parametri: opportunità di crescita e formazione continua, sostenibilità ambientale e sociale, reputazione percepita, cultura aziendale e attenzione al work-life balance, oltre alla trasparenza degli annunci di lavoro in termini di ruolo, retribuzione, benefit e modalità operative.
Un elemento distintivo dello studio è l’integrazione tra indicatori qualitativi e quantitativi: per entrare nella lista le aziende devono aver registrato almeno 2.000 interazioni sulla piattaforma Joinrs negli ultimi 12 mesi, un criterio che consente di misurare non solo la reputazione teorica ma l’interesse reale dei candidati.
Nel complesso emerge un mercato del lavoro in evoluzione, dove finanza digitalizzata, consulenza globale, industria tecnologica ed economia sostenibile si contendono i talenti più qualificati. Per le aziende la sfida non è più soltanto offrire opportunità professionali, ma costruire ambienti coerenti con valori, aspettative e stili di vita della nuova generazione di lavoratori.
