Deposito cauzionale: che cos’è? Quando deve essere restituito?

contratto

Quando si stipulano determinati tipi di contratto è possibile che sia previsto una delle parti versi una certa somma di denaro: si tratta del deposito cauzionale, spesso chiamata anche cauzione. Solitamente quando si parla del deposito cauzionale si pensa immediatamente ad un contratto di locazione, ma in realtà può essere prevista anche in tanti altri casi, come ad esempio quando si sottoscrive un contratto con un nuovo gestore per la fornitura dell’energia o un abbonamento alla pay TV. Vediamo meglio a cosa serve e quando deve essere restituita l’importo versato come cauzione.

Cos’è, a cosa serve e quando deve essere restituito il deposito cauzionale

Lo scopo principale del deposito cauzionale è abbastanza semplice da capire: è una sorta di protezione di una delle due parti, che si tutela dai possibili danni che l’altra parte può recare ai beni che gli vengono affidati. In pratica, se questi danni vengono effettivamente fatti, la parte danneggiata si ritrova già in mano la somma per farvi fronte; se non si verifica alcun danno, il deposito cauzionale dovrà essere restituito alla parte che lo ha versato. Per capire meglio di che cosa si tratta è meglio vedere i vari casi in cui è previsto il pagamento della cauzione.

Contratto di locazione

In questo caso quando si stipula il contratto, il padrone di casa chiede al suo inquilino di versare una somma di denaro (che non può essere più alta di tre canoni mensili) a garanzia del rispetto degli obblighi a carico dell’inquilino stesso, ovvero il pagamento dei canoni, l’utilizzo del bene in questione con la diligenza del buon padre di famiglia e la restituzione del bene nelle stesse condizioni in ci lo ha ricevuto. Se l’inquilino è puntuale nei pagamenti e alla scadenza del contratto restituisce l’immobile senza alcun tipo di danneggiamento (ad eccezione del naturale e normale deterioramento), il proprietario deve restituire la cauzione. Al contrario, se l’inquilino non rispetta i suoi adempimenti, il padrone di casa può soddisfarsi sul deposito cauzionale.

Il deposito cauzionale nelle bollette

Oggi è sempre più diffuso il pagamento delle bollette tramite addebito diretto su conto corrente; fino a non molto tempo fa questa opzione non esisteva e ancora oggi sono tanti i consumatori che preferiscono ricevere il bollettino da pagare alle poste. Chi al momento della sottoscrizione opta per il pagamento con i bollettini, con la prima bolletta dovrà pagare anche il deposito cauzionale, che rappresenta una garanzia per il fornitore. L’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico ha stabilito che l’importo massimo del deposto cauzionale è pari a tre mensilità del consumo medio annuo; ha specificato inoltre che il deposito cauzionale è fruttifero, quindi alla scadenza o cessazione del contratto dovrà essere restituito maggiorato degli interessi legali.

La cauzione per gli abbonamenti con la pay TV

Anche quando si sottoscrive un abbonamento con le pay TV di solito si deve versare un deposito cauzionale. I questo caso la somma viene richiesta come garanzia per gli apparecchi che l’emittente fornisce in comodato gratuito al suo cliente (ad esempio il decoder). Quando scade il contratto, l’abbonato è tenuto a restituire tutto il materiale: se non lo fa (o e li restituisce non funzionanti) o se ci sono ancora fatture non pagate, il deposito viene trattenuto.



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